Cos’è il DVR – Documento di Valutazione dei Rischi 

DVR corrisponde all’acronimo normalmente utilizzato per indicare un documento obbligatorio che ogni azienda con almeno un Lavoratore deve redigere.

Il Documento di Valutazione dei Rischi è quindi un documento, non necessariamente cartaceo, ma obbligatorio. Esso consiste in una relazione scritta di tutti i potenziali rischi in azienda.

Il DVR è utilizzato per procedere ad una valutazione dei rischi che possono sussistere sul luogo di lavoro e che possono intaccare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

La sua attenta redazione è quindi uno degli adempimenti obbligatori riguardanti la sicurezza sul lavoro, ed è un importante compito che spetta al datore di lavoro stesso; esso può decidere se produrre la documentazione in autonomia o se affiancarsi ad uno specialista che lo guidi e lo metta al riparo da eventuali inesattezze o dimenticanze.

Il documento deve essere visionabile nel caso di visite ispettive da parte di organismi di controllo.

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Per crearlo bisogna procedere a valutare il luogo di lavoro, il processo produttivo o l’attività lavorativa in sé; le scelte fatte in ambito di attrezzature, utensili e macchinari oltre ad illustrare eventuali sostanze utilizzate per lo svolgimento dell’attività; il tutto in conformità al quanto richiesto negli allegati IV e V del Testo Unico sul Lavoro.

Nel medesimo testo si fa richiesta di porre attenzione anche a situazioni particolari quali la presenza di lavoratrici in stato di gravidanza ed a considerare nella valutazione anche lo Stress Lavoro Correlato.

La normativa di riferimento che lo regola  è il Decreto legislativo n. 81 del 2008.

A quale scopo bisogna redigerlo?

L’intenzione del legislatore che ha reso obbligatorio questa documentazione è quella di eliminare e/o ridurre per quanto possibile i rischi in cui può incorrere un lavoratore durante lo svolgimento della sua attività.

Lo scopo è quindi di individuare i fattori di rischio e le azioni da compiere al fine di eliminare o qualora non fosse possibile, limitare il medesimo; tipicamente dunque verranno elencate le misure utili al fine di prevenire e mantenere sotto stretto controllo i rischi che derivano dall’attività lavorativa.

Verranno quindi identificati:

  • Strumenti di protezione individuale, (identificati anche come DPI) sia in termini di informazioni necessarie per poter svolgere le proprie mansioni nella massima sicurezza; sia in termini di strumenti fisici (es: i caschi di protezione, corpetti e simili)
  • Indicazioni in merito alla corretta manutenzione periodica di impianti e macchinari necessari al processo lavorativo.

Non è prevista una forma standard o preimpostata che la documentazione deve possedere, ha l’obbligo di toccare tutti i punti specificati dall’art. 28 del testo legislativo di riferimento.

Esistono limiti temporali per la stesura del DVR?

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La redazione della documentazione inerente la valutazione del rischio aziendale dev’essere preparata tempestivamente; la legge indica i seguenti paletti temporali:

  • Entro 90 giorni dall’avvio di una attività
  • Aggiornamento immediato, nel caso un lavoratore entri in forza a un’impresa già avviata.

Ogni quanto va aggiornato? È un documento con una “data di scadenza”?

Il DVR non ha data di scadenza, il legislatore ha però predisposto l’obbligo della sua revisione ed aggiornamento costante e l’inserimento di una sua “data certa”.

Questo significa che la documentazione va tempestivamente modificata nel caso vi siano nuove situazioni/macchinari/lavoratori/prodotti/mansioni che sono subentrate alla precedente organizzazione lavorativa. Bisogna adempiere procedendo ad una nuova valutazione dei rischi esistenti.

Il DVR deve espressamente indicare il nominativo delle principali figure aziendali, ottimo sarebbe inserire un’organigramma delle figure dedicate alla sicurezza in azienda.

In quali casi il DVR è Obbligatorio?

La risposta breve è: il DVR è sempre obbligatorio in presenza di un lavoratore.

Sfatiamo immediatamente alcuni dubbi frequenti: per una ditta individuale che assume un dipendente, anche se tirocinante, è previsto sia l’obbligo di redazione del DVR, sia l’obbligo di formazione previsto dal D. Lgs. 81/08 (Testo Unico della salute e sicurezza sul Lavoro).

Ricordiamo infatti che per lavoratore si intende la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato.

Vi è obbligo infatti di redigere il DVR anche per il Condominio che ha assunto un dipendente, nel caso vi sia presenza di un portinaio.

Le uniche realtà che non sono sottoposte all’obbligo di redazione del DVR sono le ditte individuale senza dipendenti, ovvero i lavoratori autonomi e le imprese familiari, che seguono la normativa dell’art. 2222 del Codice Civile.

Chi deve redigere il DVR e quali figure ne devono avere notizia?

Il datore di lavoro è colui che ha l’obbligo di redigere il DVR; se ne consiglia la stesura in collaborazione con il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), il Medico Competente aziendale e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

La copia originale ha l’obbligo di essere firmata da tutte le figure coinvolte e di venir conservata in azienda.

Deve necessariamente essere disponibile per visione da parte degli organi di controllo nel caso di eventuali visite d’ispezione da parte della ASL, INPS, INAIL o Vigili del Fuoco.

Quali Sanzioni Esistono per il Datore di Lavoro che non compila il DVR?

Il datore di lavoro è colui che è responsabile in toto in merito alla valutazione dei rischi della propria azienda. Nel caso esso non abbia elaborato il relativo Documento di Valutazione dei Rischio, o lo abbia redatto solo in maniera parziale, è bene ricordare che le sanzioni previste sono sia di rilevanza economica che penale.

– sanzione pecuniaria da 3.000 € a 15.000 €, oltre a pene detentive fino a 8 mesi
– in caso di reiterata mancata compilazione del DVR sospensione dell’attività imprenditoriale

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